Negli ultimi anni, solo nell’area torinese ne abbiamo viste di tutti colori a livello delle gerarchie e del personale del Ministero dell’Istruzione e del Merito. In particolare si è notata la parafilìa dei dirigenti a ogni livello a proteggere docenti delinquenti, dai quali sono attratti come si si trattasse di un’ibristofilia. Mentre quando intravedono un docente che non ha paura nel denunciare lo sfascio della scuola pubblica secondaria diventano come dei mastini dinnanzi ad una preda succulenta, ed aspirano soltanto a farlo fuori, licenziandolo o distruggendolo economicamente

Nella quasi totalità di questi casi, l’Amministrazione Scolastica non si è costituita parte civile e non ha avviato azioni incisive per tutelare studenti, famiglie, collettività e immagine della scuola. Anzi, il MIM è rimasto a guardare come le stelle di Cronin.

E’ evidente che le gerarchie regionali del MIM Intendono punire i docenti che denunciano lo sfascio della scuola pubblica secondaria italiana, che è ormai molto spesso in condizioni per cui dovrebbe essere rottamata e ricostituita ex novo.

E tutto questo risulta essere altamente educativo per i colleghi dei dissidenti che possono ben vedere a quale mole di guai va incontro chi di loro no sa tacere e farsi gli affari suoi. Dottrina che la sentenza del Tribunale di Torino n° 767/2016 a firma della dr.ssa MANCINELLI – di cui si detto –  ha molto chiaramente illustrato, senza alcun pudore.

In ogni caso al prof. VALDITARA mi rivolgo nuovamente in quanto sono io stesso un dipendente ministeriale come docente nella scuola secondaria superiore pubblica.

Mi sia consentita ancora una breve riflessione su quello che è successo nelle scuole di Torino e provincia in cui sono “transitato” o comunque su fatti di cui ho avuto conoscenza. Si tratta di un marciume che alligna tra i professori, i dirigenti scolastici, e, spesso e volentieri, viene coperto dall’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, che nel mio caso ha sempre agito a favore e a difesa di una preside, Alma CONCATI, specializzata nell’ordire macchinazioni contro i docenti scomodi con la produzione di documenti falsi materialmente e ideologicamente, come ho ampiamente scritto.

Il degrado della media superiore delle scuole pubbliche porta i giovani addirittura ad aggredire sparando agli insegnanti. Ce lo confermano i fatti  degli ultimi mesi, in cui è riferito di insegnanti accoltellati o “sparati”

Un gruppo di giovinastri, tra cui due allievi del Beccari, sparò con una pistola Walther «P99» ad aria compressa all’occhio della prof.ssa ROVERA, docente di economia all’Istituto, a poca distanza dalla scuola, ovvero dall’?IIS Beccari di Torino.

A Torino nel 2017 in piazza San Carlo – dove si erano riuniti circa 30.000 tifosi per guardare su un maxischermo la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid – si verificò un’autentica tragedia, perché oltre 1.600 persone rimasero ferite e 3 morirono per la calca creatasi a causa di un folle tentativo di rapina posto in atto da quattro giovani che spruzzarono sulla folla spray al peperoncino, seminando il panico, allo scopo di impossessarsi di catenine d’oro e monili di valore: uno dei protagonisti fu uno studente di un ITIS, tale Sohaib BOUIMADAGHEN (soprannominato “Budino”), che nel 2014-15 era stato allievo del prof. SCASSA, ragazzo già sospeso per fatti violenti anche durante la sua frequenza della scuola. Il  BOUIMADAGHEN è stato condannato per omicidio preterintenzionale, lesioni e rapina dalla Gup, Maria Francesca ABENAVOLI, al termine di un rito abbreviato a 10 anni, quattro mesi e 20 giorni di reclusione, sentenza che è stata confermata sostanzialmente dalla Cassazione.

Ci sarebbero poi infinite perle da elencare nel comportamento dell’USR del Piemonte, tra cui l’incredibile sottoscrizione nel 2012 di un contratto a t.i. ad un docente di Matematica condannato sette anni prima per pedofilia a 1 anno e 8 mesi in via definitiva, oltre che al pagamento di una provvisionale di 27.000 euro, che peraltro non aveva mai scontato un solo giorno di galera per avere abusato di una bambina. Soltanto dopo 10 anni è iniziato il pignoramento del suo stipendio, che riguarda comunque una cifra inferiore a quella cui il prof. SCASSA è stato condannato dalla sentenza de qua della Corte d’Appello di Torino n° 611/2017 a corrispondere a semplice titolo di rifusione delle spese legali alle controparti MIUR e sig.a CONCATI.

Inutile peraltro fare riferimento a tanti altri casi clamorosi. Famoso il caso di  Renato PALLAVIDINI, professore di filosofia nello storico liceo di Torino Massimo D’Azeglio, che nel dicembre 2011 aveva pubblicato su Facebook alcuni post di minacce e insulti contro ebrei e persone di colore, minacciando anche di colpirli con un tiro a segno e di fare una strage in una sinagoga. Il PALLAVIDINI, per l’esattezza, scriveva, dopo aver postato una fotografia di Hitler in compagnia di Mussolini,  che: “Avviso ai luridi bastardi ebrei che ci controllano in quella terra di merda e di froci chiamata California. Se mi togliete questa foto, vado con la mia pistola alla sinagoga vicinissima a casa mia e stendo un po’ di parassiti ebrei che la frequentano. Vi conviene stuzzicare il can che dorme?”. Ovviamente il MIUR non si è mai costituito come parte civile nel processo. Quello stesso MIUR che aveva inflitto la sanzione disciplinare al prof. SCASSA di 35 giorni di sospensione dall’insegnamento e di 2 anni di blocco degli aumenti di stipendio per il comunicato stampa in cui aveva descritto fatti veri – come accertato dalla sentenza del Tribunale Penale di Roma n° 6584/13 (allegato E) – motivando: “considerato che il comportamento tenuto dal prof. Scassa, è. palesemente in contrasto con la responsabilità, i doveri, la correttezza inerente la funzione di docente… il dipendente, infatti, deve, in ogni occasione e in ogni luogo, sostenere l’Amministrazione di appartenenza e i suoi rappresentanti”…. Vergogna!

Ebbene il MIUR, dopo questi fatti gravissimi, non revocò nemmeno al professore del D’Azeglio la cattedra, giusto per dimostrare che l’unica preoccupazione dei gerarchi locali del Ministero è quella di colpire i docenti che raccontano quello che è veramente la scuola media superiore pubblica. Complimenti! I fatti furono persino oggetto di un’interrogazione al Senato all’allora Ministro.

Molto meglio colpire il prof. SCASSA per educare tutti gli altri insegnanti che avessero in mente di attivarsi sulla scia della sua combattività per dare decenza alle scuole tecniche e professionali, allo scopo palese – anche e soprattutto – di intimidire preventivamente gli eventuali  suoi epigoni.

Famosi altri casi, tra cui quello del prof. Emanuele MINARDI, professore di religione al liceo Regina Margherita di Torino, condannato in appello a un anno, sette mesi e 15 giorni per aver molestato diverse studentesse.

O quello del docente del Liceo Artistico di pittura e storia dell’arte (55enne) condannato a un anno di carcere per violenza sessuale nei confronti di alcune alunne, che venivano molestate direttamente durante le lezioni.

O quello del professore di musica (63 anni) della scuola Ugo Foscolo di Torino: condannato per adescamento e molestie nei confronti di minori, con la specifica disposizione giudiziaria che gli vietava di tornare a insegnare a studenti minorenni. Qui, almeno, ad allontanarlo dall’insegnamento ci ha pensato un giudice.

Un altro professore di Musica della provincia di Torino aveva il vizietto del gioco d’azzardo: come non capirlo, considerando che lavora nella scuola, dove a giugno vengono introdotte nei programmi nuove discipline per l’a.s. successivo, di cui però non si conosce ancora nemmeno il contenuto, o dove esistono laboratori con macchine utensili che violano la normativa più elementare di sicurezza, che gli studenti devono semplicemente limitarsi a guardare! In ogni caso, con riferimento al docente che aveva raccolto i soldi per le gite scolastiche degli allievi per circa 4.000 euro, li aveva scialacquati in giochi d’azzardo. I fatti sono del 2021, il professore, che era uno stretto collaboratore del DS (ma guarda caso!), è stato condannato a 2 anni per peculato.  

Ancora recentemente un Insegnante di 50 anni è stato arrestato nel Torinese (marzo 2025) a seguito di un’indagine condotta dalla Procura di Ivrea per molestie sessuali poste in atto nei confronti dei propri alunni all’interno dell’istituto scolastico.

Un’altra ciliegina sulla torta è costituita dagli 11 anni di condanna con rito abbreviato per i reati di violenza sessuale, prostituzione minorile e concussione nei confronti di alcuni suoi studenti minorenni, che sono stati comminati nel 2015 al prof. Andrea FINO, docente di Meccanica all’ITIS Pininfarina di Moncalieri (TO), una scuola molto conosciuta, che era stato nominato anche coordinatore del dipartimento di Meccanica, oltre che responsabile dell’organizzazione degli «stage» degli studenti nelle aziende e – addirittura – dello sportello di ascolto del disagio scolastico, tramite il quale veniva a conoscenza dei disagi scolastici degli studenti che si rivolgevano a lui e che lui ricattava per ottenere, anche a pagamento, prestazioni sessuali. Ma, a quanto riferivano gli organi di stampa, il Dirigente Scolastico si ere espresso favorevolmente nei suoi confronti, nonostante una professoressa gli avesse girato i messaggi che inviava a uno studente cui richiedeva prestazioni sessuali, con espliciti inviti a recarsi nella sua propria abitazione quando lo stava esaminando come commissario all’esame di maturità, che il giovane aveva però declinato.   

Per il gup, che aveva processato il prof. FINO, la reazione «più che blanda» del DS dimostrerebbe «l’autorevolezza di cui godeva l’imputato condannato, sebbene costui avesse  messo in gioco la credibilità dell’istituzione scolastica e l’affidamento che gli allievi hanno nei confronti del proprio docente».

Picaresco anche il caso del Dirigente Scolastico del Sommeillier di Torino, Giovanni PACIARIELLO, condannato dalla Corte d’appello a nove mesi per stalking verso un professore di lettere che nel 2019 insegnava nell’istituto. 

Per la vittima era stata disposta una provvisionale di 8.000 euro, in solido con il Ministero dell’Istruzione, condannato come responsabile civile. PACIARIELLO  in passato era finito già nei guai, sempre per stalking, per avere tempestato di mail l’ex madre generale di una scuola in Val di Susa. Insomma non uno qualunque, ma uno esperto di mobbing e di stalking. Non soltanto, ma quando dirigeva l’ITIS Dalmazzo di Pianezza (TO), il PACIARIELLO aveva riportato una condanna civile dal Tribunale di Torino, sez. Lavoro,  per mobbing agito contro un bidello, comportamento per il cui il MIUR era stato  a sua volta condannato a risarcire circa 32.000 euro.

Ma il MIM è stato riconoscente allo stalker e mobber PACIARIELLO, il lupo è diventato tutore di Cappuccetto Rosso. Infatti nella composizione attuale del Comitato Unico di Garanzia – volto a tutelare i lavoratori da episodi discriminanti e mobbizzanti nelle pubbliche amministrazioni – istituito dall’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, figura – ironia o beffa della sorte – nientemeno che il nome di PACIARELLO tra i designati, addirittura delle organizzazioni sindacali! Non ci sono parole.

Non meno incredibile il caso del prof. Rocco GUERRIZIO dell’IPSIA Birago di Torino, docente di scienze e tecnologie meccaniche, che ne ha combinate di tutti i colori – e parlo per testimonianza diretta – nel periodo del Superbonus 110, durante il quale si era messo in aspettativa, ma lavorava privatamente full time a svolgere “progetti” per l’efficientamento termico di ville e condomini che volevano beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per l’Ecobonus, una delle due modalità con cui il DL n° 34/2020, cosiddetto “Rilancio”, prevedeva venisse erogato il Superbonus 110%.  Intanto si osservi che l’utilizzo di un periodo di aspettativa è incompatibile con qualsivoglia attività lavorativa. Poi si consideri che l’IPSIA Birago forma, tra l’altro – si fa per dire – tecnici dei Sistemi Energetici, ovvero in parole semplici degli esperti in impianti termici, disciplina che afferisce alla medesima classe di concorso su cui insegna il GUERRIZIO. Orbene il Ministero non ha mai preso posizione, nonostante gli fosse stata segnalata la posizione dell’individuo, che lavorava pur essendo in aspettativa, ma nemmeno sul fatto, ancora più grave, che compiva truffe conclamate in associazione con spregiudicati impresari ai danni di cittadini e dello Stato stesso con la sua attività di progettista, direttore dei lavori e asseveratore in ambito Superbonus 110, dimostrando una crassa ignoranza in materia termotecnica, giusto per contribuire a generare ulteriore discredito su una scuola, che di suo era già piuttosto malfamata.

Il GUERRIZIO, in quanto professionista ed appartenente alla categoria, mediamente popolata da persone serie, come quella degli ingegneri, con la sua attività di tecnico, dava credibilità a giovani impresari truffatori, consentendo loro di ottenere importanti capitali in acconto dai clienti che desideravano beneficiare dell’Ecobonus, ossia dell’efficientamento energetico dei propri immobili, perché le prime agevolazioni fiscali (poi cedibili alle banche che pagavano in contanti il 100% del 110%) venivano erogate dall’Agenzia delle Entrate soltanto quando i lavori erano avanzati di almeno il 30%. Il professore poneva in atto le sue truffe in tutta Italia, in particolare in Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte.

Nella fase piemontese dell’associazione a delinquere il GUERRIZIO ha agito sia come procacciatore di clienti, sia quale tecnico che redigeva le relazioni ex lege 10/91 che erano assolutamente necessarie per l’Ecobonus, e i relativi APE (attestati di prestazione energetica), sia come direttore dei lavori, che dove sono stati svolti, pur in piccola quantità rispetto a quanto previsto, sono risultati di qualità e modalità disastrose. Questi documenti dovrebbero essere fidefacienti – in quanto il redattore agisce in veste di pubblico ufficiale dotato di speciali poteri certificatori – ed essi fanno fede fino a querela di falso. Invece l’ing. GUERRIZIO agiva soltanto con l’idea di “fare carta” e, vuoi per incapacità professionale gravissima, vuoi per la sua spiccata propensione alla truffa, ed in ogni caso in quanto vincolato da evidenti accordi con associazioni a delinquere di impresari, la documentazione da lui prodotta era costituita da clamorosi falsi ideologici, e conteneva elementi tecnici e progettazione di efficientamento energetico tecnicamente orribili e fantozziane: egli “progettava”, tra l’altro, porte blindate di 50 mm di spessore della blindatura e 18 cm complessivamente – ovvero di spessore di blindatura oltre 20 volte superiore alla norma e dal peso folle di quasi due tonnellate -, in grado di fare crollare un palazzo, la posa di pavimentazioni di piastrelle sopra pannelli di poliuretano per trasformare i solai in materassi cedevoli per il massaggio dei piedi degli occupanti, la posa di tegole marsigliesi dello spessore di 8 cm e non 1,5 cm come nella norma, l’utilizzo di materiali proibiti per la cappottatura delle pareti, come l’xps – ovvero il polistirene estruso – in quando destinato a deformarsi.  A ulteriore dimostrazione del fatto che come ingegnere non comprendeva nulla di termotecnica, individuava stratigrafie allucinanti degli immobili su cui intendeva intervenire, scambiando i normali solai a travetti delle civili abitazioni per solai costituiti da lastre predalles, ovvero quelle in cemento armato precompresso comunemente utilizzate per i capannoni industriali. Allucinanti erano anche i computometrici che l’ing. GUERRIZIO redigeva, in quanto, se i reati fine erano la truffa e l’appropriazione indebita, all’evidenza le imprese cui faceva riferimento ed alle quali instradava le sue vittime,  non escludevano di dar luogo ad opere limitate, magari realizzate in subappalto, se vi fosse stata un’ulteriore convenienza in tal senso. In un computometrico redatto per il Superbonus 110, del resto, l’ing. GUERRIZIO, uomo dell’inganno, degli artifizi e dei raggiri nei confronti dei committenti, ma anche dello Stato, aveva stimato in 49.600 € la spesa (di cui avrebbe dovuto farsi carico lo Stato) per un semplice montascale a poltroncina, destinato a raccordare due piani e a superare un dislivello di 3 metri, cifra che è semplicemente pazzesca, alla luce del fatto che i prezzi di mercato, comprensivi di installazione, per un simile dispositivo erano di circa 7700 €, oltre IVA agevolata al 4% .

Casi come quelli appena citati sono peraltro simbolici della tendenza dell’Ufficio Scolastico Regionale a mantenere in servizio docenti che delinquono: pederasti, molestatori seriali, mobbers, peculatori, truffatori, incitatori all’odio razziale, violatori sistematici dei doveri in capo agli RSPP, che ricevono anzi, talora, particolare stima dai capataz regionali del MIUR – MIM. Aggiungerei, poi, io un nuovo reato che alcuni di costoro hanno posto in atto, anche se non previsto dal codice: quello dell’Ignoranza, utilizzata a supporto della truffa.

L’USR del Piemonte aveva del resto pienamente approvato, come si è scritto, la lectio non proprio magistralis che era stata tenuta nell’aula Magna del Liceo Alfieri di Torino ad aprile 2023 dal pornodivo Max FELICITAS, sfregio incredibile alla sacralità del Liceo Classico e indice della compiacenza con cui le gerarchie locali del Ministero tollerano le schifezze più immonde perpetrate dai DS che dovrebbero controllare. La DS sig.a Paola DE FAVERI aveva palesemente fatto carne di porco dell’austerità naturalmente intrinseca al Liceo Classico con l’invito al pornodivo, ma, ciononostante, anche i docenti critici nei confronti del suo operato, chiedevano ai giornalisti di mantenere l’anonimato per paura di ritorsioni. Come se l’USR del Piemonte fosse una sorta di mafia.

Del resto la DS in questione fu selezionata alla guida di un liceo classico grazie ad un diploma DAMS (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo), che è ora corso di laurea triennale. Ma, per come gestisce il liceo Alfieri di Torino, una simile DS, ai tempi di Benedetto Croce o di Giovanni Gentile, due grandi ministri liberali ed hegeliani dell’Istruzione, sarebbe stata presa certamente a calci in culo ed espulsa dal contesto scolastico alla velocità della  luce.

E davvero negli ultimi tempi i processi a carico dei dirigenti del MIM non sono mancati.

E’ in corso a Sondrio un maxiprocesso con 39 imputati di cui 11 Dirigenti. 91 sono i reati contestati a vario titolo, tra cui peculato, concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, turbata libertà degli incanti. Tra gli accusati il direttore dell’Ufficio Scolastico Territoriale, Fabio MOLINARI per cui il pm ha chiesto 10 anni di reclusione, richiesta che verrà comunque ridotta avendo scelto l’imputato il rito abbreviato.

Un altro maxiprocesso è in corso in Calabria con 73 imputati di cui 4 altissimi Dirigenti.

A Palermo la preside “antimafia” dello Zen ha patteggiato una condanna a 2 anni per peculato e corruzione: altri due anni li ha patteggiati il vice-preside

Nel gennaio 2024 Il Tribunale di Roma con rito abbreviato – e quindi con lo sconto di pena di un terzo – ha condannato  a 2 anni Giovanna BODA, 47 anni, ex capo del Dipartimento per le Risorse umane del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Pare che a Lamezia Terme, una DS e alcuni professori cambiavano di nascosto i voti sul registro elettronico in quello che era considerato il miglior liceo della Calabria, Il Galileo Galilei.

A Foggia sono in corso indagini su dirigenti del MI e del Merito

In compenso il prof.  Giampiero CAREDDA , docente di educazione artistica a Cagliari, all’inizio nel 1995 venne licenziato per volere del suo Dirigente Scolastico e l’anno successivo si suicidò. La Magistratura ne decreterà la sua riassunzione nel 2007, 11 anni dopo che si era suicidato.

Non solo: il MIUR, come si è detto, ha una simpatia spiccata per i pregiudicati. Infatti – nell’incredibile indifferenza della Magistratura – utilizza tuttora come responsabile della sicurezza – protezione e prevenzione R.S.P.P. in molte scuole di Torino persone colpite, come il prof. Paolo PIERI, da condanne definitive in Cassazione a 2 anni e 6 mesi di reclusione senza condizionale per disastro colposo (art. 449 cp in relazione all’art. 434 cp –crollo di edifici o altri  disastri) per gravissime omissioni colpose e negligenze professionali costate la vita allo studente Vito SCAFIDI al liceo Darwin di Rivoli (TO) nel 2008, oltre che causa di gravissime menomazioni fisiche ad un suo compagno rimasto paraplegico e del ferimento di molti altri studenti: in quell’occasione crollò infatti il controsoffitto di un’aula che, nonostante plurime segnalazioni, non era mai stato controllato dai vari RSPP susseguitisi, tra cui il prof. PIERI.

 Il predetto signore, ad esempio, mentre “espiava” la condanna – ma non è l’unico caso – di notte si faceva i domiciliari, mentre di giorno bello arzillo andava in giro per scuole a occuparsi di sicurezza, magari scaricando piani di sicurezza precotti da internet, ma del tutto inconferenti alla sicurezza delle scuole, come era solito fare in passato e come accertato dalla sentenza di condanna passata in giudicato. Un pugno allo stomaco inferto – con l’attuale inerzia di magistrati inquirenti che non possono non sapere quanto sta accadendo – agli studenti della scuola pubblica ed ai loro genitori. A tutt’oggi il prof. PIERI continua a fare l’R.S.P.P. nelle scuole torinesi e, con conati di vomito, ho dovuto anche partecipare, in quanto insegnante, ad un suo corso per la sicurezza nell’a.s. 2024-2025 durato ben 8 ore (allegato M).

Ovviamente il MIUR si guardò bene dal costituirsi parte civile contro il prof. PIERI, ed, anzi, la Provincia di Torino ha lautamente risarcito la famiglia di Vito SCAFIDI per la morte del figlio. Non risulta che il prof. PIERI abbia invece pagato un centesimo. In compenso la P.A. – che continua a perseguitare il prof. SCASSA pignorandogli persino in modo schifoso la pensione della madre centenaria – ha risarcito al famiglia di Vito SCAFIDI versandole, tramite la Città Metropolitana di Torino, la cifra di 2 milioni e 910.000 euro

Oltre a fare l’RSPP per molte scuole di Torino il prof. PIERI continua anche a insegnare topografia all’Istituto per geometri Alvar AALTO di Torino, a conferma della simpatia che il MIM continua a provare per i pregiudicati

Pure il prof. Fulvio TRUCANO, anche lui RSPP, è stato condannato per i medesimi fatti legati al crollo del controsoffitto di una classe del Liceo Darwin di Rivoli, ma ha continuato a insegnare nella scuola pubblica per andare poi in pensione.

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